MARCO PAOLINI NEL TEMPO DEGLI DÈI 22 Febbraio

Gli dèi quando giocano, giocano pesante. Se sbagliano hanno sempre il tempo di mettere le cose a posto. Per gli dèi il tempo non conta: non invecchiano, non seccano, hanno sempre tempo per fare e rifare le cose. Forse per questo non possono capire che ciò che accade a noi umani muta le cose, a volte per sempre. A nessuno di noi gli dèi possono restituire i dieci anni passati sulla spianata davanti a Troia, lontano da casa, e la rovina che quei dieci anni generarono, per qualcuno, non è ancora finita.

Era nata come Odissea tascabile, è cresciuta nel tempo, nei suoni e nello spazio: è diventata olimpica e quasi alpina. Perché Ulisse più lo conosci e più ti porta lontano: e la distanza (celeste e marina) è la condizione essenziale per comprenderlo e cantarlo. Perché di questo si tratta: un canto. Forse il canto. Antico di tremila anni, passato di bocca in bocca, e di anima in anima: il soul per eccellenza. Perché questa è la storia dell’Occidente, e tutto contiene: dal primo istante, quando nulla esisteva, e un giorno cominciò a esistere, a partire proprio da quelle misteriose, ambigue capricciosissime entità che questa storia muovono: gli dèi.

Marco Paolini
Nel tempo degli dèi – Il calzolaio di Ulisse

di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia Gabriele Vacis
e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani
musiche originali di Lorenzo Monguzzi con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero

Noi troveremo i luoghi delle peregrinazioni di Ulisse il giorno in cui rintracceremo il calzolaio che cucì l’otre dei venti di Eolo. – Eratostene.


GIUSEPPE GIACOBAZZI NOI – MILLE VOLTI E UNA BUGIA 28 Febbraio

Andrea Sasdelli alias Giuseppe Giacobazzi, ovvero l’uomo e la sua maschera. Un dialogo, interiore ed esilarante, di 25 anni di convivenza a volte forzata. L’uomo Andrea raccontato dal comico Giacobazzi, come in uno specchio, o meglio come in un ritratto (l’omaggio a Dorian Gray è più che voluto), dove questa volta ad invecchiare è l’uomo e non il ritratto.
Sono proprio questi i “NOI” che vediamo riflessi nei nostri mille volti convivendo, spesso a fatica, con la bugia del compiacerci e del voler piacere a chi ci sta di fronte.

Finalmente nei principali teatri italiani uno spettacolo che con ironia e semplicità cerca di rispondere ad un domanda: “Dove finisce la maschera e dove inizia l’uomo?”, che poi è il problema di tutti, perché tutti noi conviviamo quotidianamente con una maschera.

ALICE IN WONDERLAND 23 Febbraio

Arriva in Italia il tour europeo del Circus-Theatre Elysium: uno spettacolo unico al mondo dove un cast di trenta atleti, acrobati e ballerini professionisti, racconterà attraverso la più innovativa delle arti circensi la fiaba di Alice nel paese delle meraviglie. 

Un progetto artistico sofisticato, elegante e onirico, che intreccia ginnastica acrobatica, recitazione e danza per raccontare la leggendaria storia di Lewis Carroll in una nuova veste scenica. Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio, il Gatto del Cheshire, la Regina e tutti gli indimenticabili personaggi, appariranno al pubblico nella magia del circo teatro, sulla scenografia immersiva di spettacolari suggestioni in  3D, e sulla linea della novità narrativa: la storia di Alice si arricchisce infatti dell’amore, che la spingerà all’attraversamento di ostacoli inimmaginabili.

Il Circus – Theatre ELYSIUM è stato fondato nel 2012 come circo collettivo che abbraccia i più esperti produttori, i migliori registi e attori della scena internazionale. Inizia come “Fairytale Show” uno spettacolo sold-out in Francia, per arrivare ad  “Alice in Wonderland”, oggi applaudito anche in Ucraina, Russia, Bielorussia, Francia e Cina.
Un progetto artistico nato dall’ispirazione di Oleg Apelfed che ha riunito un cast di professionisti di respiro internazionale dando vita a un circo moderno e unico, mostrandone per primo le potenzialità sceniche, con il contributo artistico di Maria Remneva, direttrice pluripremiata del Circo Nazionale dell’Ucraina che, con più di vent’anni di esperienza, è stata vincitrice della competizione internazionale degli artisti circensi a Parigi, oltre ad aver vinto altri prestigiosi premi tra cui tre medaglie d’oro.

WE WILL ROCK YOU 14 Dicembre

Dopo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, con 65.000 spettatori nelle 56 repliche che hanno toccato da nord a sud le principali città italiane, per la regia di Michaela Berlini e la direzione artistica di Valentina Ferrari, torna in tour We Will Rock You! Lo spettacolo originale è stato scritto e prodotto da Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May. Le musiche e le canzoni sono quelle originali, cantate in lingua inglese e eseguite rigorosamente dal vivo da un’eccezionale band formatasi per l’occasione.
L’attenta rivisitazione e implementazione del testo originale, tradotto da Raffaella Rolla, a cura della Regista Michaela Berlini, del Direttore Artistico Valentina Ferrari e del Produttore Claudio Trotta hanno conferito allo show motivi di gradimento e interesse da parte di un pubblico estremamente transgenerazionale, valorizzando i contenuti e evidenziando l’attualità di temi quali il bullismo, istruzione, riscaldamento globale, omologazione culturale e oppressiva presenza quotidiana della rete nella vita di tutti.

Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza. Questi due ragazzi, bullizzati ed emarginati vivono in un pianeta Terra completamente disidratato e ridotto a grande centro commerciale. In questo luogo privo di colori, vige la dittatura della Globalsoft, che ha cancellato la memoria storica, ha bandito la musica dal vivo, e ha dato vita ad un sistema controllato e ben programmato dove tutti sono omologati e paradossalmente estremamente individualisti. I ragazzi crescono senza coltivare propri interessi, senza curiosità e senza sviluppare un proprio spirito critico. Aspirano a diventare quello che il potere ha in mente per loro. Non si pongono domande. In un panorama così asettico Galileo e Scaramouche sono due personalità insolite, sono due giovani anime da isolare in quanto il loro modo di essere è una minaccia pericolosa per il Sistema. I due ragazzi sono giovani arrabbiati e affamati di verità ed emozioni vere e il mondo in cui vivono è per loro una gabbia. Loro malgrado sono costretti a lottare per opporsi ad un futuro prestabilito che sentono non appartenergli. ‘We Will Rock You’ porta in scena il potere salvifico del Rock and Roll, della condivisione e del diritto di poter esprimere se stessi. Questi due giovani anime ribelli insieme ai Bohemians, ragazzi emarginati come loro, si sostengono nella ricerca della Conoscenza, la sola che possa dare loro il modo di liberare se stessi concedendogli il diritto di sognare e la possibilità di scegliere come stare al mondo. E’ stato emozionante assistere alla catarsi del pubblico che ogni sera si è concesso di sognare lasciandosi pervadere dal proprio spirito Rock. In fondo è vero che il Rock ‘è tutto ciò che vogliamo che sia’ e ognuno di noi ha un proprio rock da vivere”.

Partner ufficiale della nuova stagione di We Will Rock You sarà Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. We Will Rock You sosterrà infatti la campagna “Illuminiamo il futuro” lanciata da Save the Children per contrastare la povertà educativa che colpisce i bambini e i ragazzi nel nostro Paese, anche attraverso una rete di 24 Punti Luce in tutta Italia per garantire ai minori una vasta gamma di attività educative gratuite. Durante tutte le tappe dello spettacolo saranno inoltre presenti i dialogatori dell’Organizzazione per sensibilizzare sul tema i partecipanti e fornire loro utili informazioni sull’intervento di Save the Children.

ANGELO BRANDUARDI 13 Dicembre

40 anni di musica e non sentirli. Dopo un 2018 di straordinari sold out sia in Italia che all’estero, anche per il 2019 Angelo Branduardi porterà la sua musica evocativa al pubblico di mezza Europa. Il “menestrello italiano” già da tempo asseconda la sua versatilità in campo musicale, presentandosi al pubblico con concerti basati su diverse formazioni. Può così passare con grande facilità dall’esecuzione in duo del repertorio di musica del passato, che fa parte della sua collana “Futuro Antico”, alla classica formazione folk-rock, con basso e batteria. Angelo Branduardi riporta così sul palco quel mondo musicale e creativo che, attingendo dalle leggende popolari e ai suoni del passato, lo ha reso unico sulla scena musicale italiana e internazionale.

Le sue canzoni, capaci di fondere mirabilmente musica e poesia, affondano a piene mani nella spiritualità, elemento fondamentale che per Branduardi rappresenta “il tentativo di guardare al di là della porta chiusa, di scorgere ciò che non c’è ma che si vorrebbe che ci fosse”. Il “violinista che per combinazione ha scritto anche parole e musica”, come ama definirsi lui stesso, torna dunque sulle scene mettendo in scaletta i brani più amati del suo repertorio, da “Si può fare” a “Confessioni di un malandrino”, da “La pulce d’acqua” all’immortale “Alla Fiera dell’Est”. Tutti grandi successi che hanno arricchito gli ultimi 40 anni di musica italiana.

HARLEM GOSPEL CHOIR 18 Dicembre

Le loro armoniose voci cariche di amore, speranza e ispirazione toccheranno la tua anima in profondità, solleveranno il tuo spirito e ti toglieranno il respiro”. È il più famoso coro gospel del mondo e uno dei più longevi. Fondato nel 1986 da Allen Bailey per le celebrazioni in onore di Martin Luther King, l’Harlem Gospel Choir è formato dalle più raffinate voci e dai migliori musicisti delle Chiese Nere di Harlem e di New York e gira il mondo condividendo la gioia nella Fede e raccogliendo fondi da devolvere in opere di bene.

Scelti anche dagli U2 nel 1988 per il video di “I Still Haven’t found What I’m Looking For”, in oltre 30 anni di grandiosa carriera l’Harlem Gospel Choir ha sempre cercato di oltrepassare barriere culturali unendo nazioni e persone e condividendo attraverso la propria musica il messaggio di amore, pace e armonia con migliaia di persone di nazioni e culture diverse. Sono l’unico coro gospel ad essersi esibito per due Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), due Presidenti degli Stati Uniti d’America (Carter e Obama), la Famiglia Reale, Nelson Mandela e in eventi di rilievo mondiale, quali l’International Broadcast Memorial a Times Square per Michael Jackson, il 60° compleanno di Elton John e tantissimi altri. Vere e proprie superstar mondiali hanno voluto inoltre collaborare con loro: da Bono degli U2 a Keith Richards dei Rolling Stones, dal Maestro Andre Rieu a Diana Ross, dai The Chieftains a Ben Harper e Pharrell Williams. Nell’ultima edizione dei Grammy Awards hanno cantato assieme a Sam Smith, una delle più importanti voci contemporanee, riconfermando che le loro armoniose voci sono davvero senza tempo e senza fine.

Ogni loro concerto è entusiasticamente contagioso, un giro sulle montagne russe del canto e della danza: un’autentica celebrazione del migliore Gospel. A dicembre l’Harlem Gospel Choir parte in tour con un nuovissimo show, che li vedrà cantare sui principali palchi di tutti il mondo i più famosi brani della tradizione gospel, da Oh Happy Day ad Amazing Grace, alternati a brani gospel contemporanei, alcuni successi pop riarrangiati e rivisitati in chiave gospel e uno speciale omaggio al grande Prince.

L’Harlem Gospel Choir si batte, attraverso la propria musica, per creare una migliore comprensione della cultura Afro-Americana e della musica Gospel, cercando di condividere i propri valori e i propri messaggi con migliaia di persone in tutto il mondo, che diventano parte integrante delle loro entusiasmanti performance dal vivo. Profondamente radicata nella storia della schiavitù africana in America, la musica gospel può essere ritrovata lungo il corso del 1700 quando gli schiavi africani portarono la loro eredità musicale africana in America, combinandola con la nuova fede Cristiana. Dalle difficoltà e dalle prove di schiavitù, questa tradizione unica ha cambiato per sempre la musica per come era conosciuta. Blues, Soul e il Rock ‘n’ Roll, tutti hanno origine dal gospel nero.

Stomp 15 / 16 Novembre

Torna in Italia lo spettacolo più travolgente del mondo! Nel 2019 STOMP festeggia 25 anni di attività a Broadway: da avvenimento teatrale a fenomeno globale!

«Pura magia da palcoscenico, ballerete sulle vostre poltrone!» – The Sunday Telegraph
«Brillante e molto divertente: il teatro al massimo della sua seduzione» – New York Times

Nata nel 1991 a Brighton (UK) dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, l’irresistibile esperienza di STOMP vanta più di 25 anni di attività e successo nei più importanti festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, da Los Angeles a Tokyo, in oltre 40 paesi e con 5 formazioni internazionali fisse. Tra i premi, STOMP ha vinto un Premio Laurence Olivier per la Migliore Coreografia ed è stato nominato per il Premio Laurence Olivier come Miglior Spettacolo.

Senza trama, personaggi né parole, STOMP mette in scena il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensa e ritmica i rumori e le sonorità della civiltà urbana contemporanea. Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini-percussionisti- attori-acrobati di STOMP danno voce ai più “volgari”, banali e comuni oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni, riciclandoli a uso della scelta, in un “delirio” artistico di ironia travolgente. STOMP trova la bellezza e la sua essenza nella realtà quotidiana in cui viviamo. Trasforma scope in strumenti, battiti di mani in una conversazione, bidoni della spazzatura in percussioni; il disordine della vita urbana diventa fonte di stupore e ritmo contagioso.

Sfidando continuamente ogni convenzione sui confini di genere, STOMP è danza, teatro e musica insieme. È un elettrizzante evento rock, un anomalo concerto sinfonico in stile “videoclip”: senso rapido del tempo, visualizzazione della musica, vortice ritmico nella scansione delle immagini.

È una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap.
È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art.
È comunicazione forte, diretta, capace di coinvolgere ed entusiasmare il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione. È sfida ecologica allo spreco urbano.
È trasgressione heavy metal e satira antiinquinamento.
È la violenza e l’intensità del ritmo che muove il mondo del Duemila.
La loro missione? Liberare, attraverso il ritmo, i suoni più comuni e per questo più sconosciuti dell’epoca contemporanea.